Montepaone, presentato “Mo Vediamo. Diario di un insicuro” del tredicenne Gianmarco Moniaci foto
A dialogare con il giovane scrittore catanzarese il giornalista Davide Lamanna che ha accompagnato il racconto di un libro nato quasi per gioco e diventato poi una storia capace di parlare a ragazzi e adulti
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Una sala gremita, tante curiosità e soprattutto tante risate hanno fatto da cornice, ieri sera al Lido Bahia Verde di Montepaone, alla presentazione di “Mo Vediamo. Diario di un insicuro”, il libro scritto dal tredicenne catanzarese Gianmarco Moniaci.

Dopo aver conquistato i lettori con la sua storia fatta di indecisioni, piccoli disastri quotidiani, scuola, videogiochi e padel, Gianmarco, dopo la presentazione del libro nel quartiere marinaro di Catanzaro, è stato protagonista di un incontro anche a Montepaone che gli ha permesso di raccontarsi e di raccontare la genesi del suo volume davanti a un pubblico attento e numeroso.
A intervistarlo è stato il giornalista Davide Lamanna, che ha accompagnato il giovane autore attraverso le pagine del suo “diario”, soffermandosi non soltanto sul protagonista e sulle sue avventure, ma anche sull’esperienza di un ragazzo di appena tredici anni che, mentre prepara gli esami di terza media, si ritrova a vestire i panni dello scrittore.
Come raccontato dallo stesso Gianmarco nel corso della serata, “Mo Vediamo” non è nato inizialmente con l’idea di diventare un vero e proprio libro. L’idea era quella di scrivere una storia da regalare agli invitati in occasione di una festa. Un pensiero originale, nato quasi per gioco, che però ha incontrato un consenso tale da convincere Gianmarco e la sua famiglia a trasformarlo in una pubblicazione vera e propria. Da un regalo per gli invitati, dunque, a un libro da leggere. Un percorso quasi inatteso che ben si sposa con lo spirito della storia e con il suo protagonista, sempre alle prese con dubbi, incertezze e decisioni da rimandare.
E Gianmarco ha voluto spiegare proprio questo spirito anche attraverso le parole scelte per l’introduzione del libro: “Questo libro è nato così, tra una insicurezza e l’altra, tra una partita a Zelda e un dubbio esistenziale su cosa fare da grandi. È una storia comica per tutti quelli che non hanno ancora capito come si stia al mondo ma che nel interim hanno un controller in mano ed un sacco di tempo per decidere”.
Una frase che racchiude perfettamente l’anima di “Mo Vediamo” e che è stata anche una chiave per raccontare, durante la presentazione, il mondo di Gianmarco: quello di un ragazzo di tredici anni che osserva con ironia le proprie insicurezze e le trasforma in materia narrativa.
Nel dialogo con Davide Lamanna si è parlato così del libro, ma anche della scuola, delle passioni, dei videogiochi, dello sport e delle domande che accompagnano inevitabilmente l’adolescenza. Il tutto con la leggerezza che caratterizza il racconto, ma senza rinunciare a qualche riflessione più profonda. Perché dietro le situazioni comiche e le disavventure del protagonista c’è anche il tentativo di raccontare una fase della vita nella quale non è sempre facile sapere cosa si vuole, quale strada prendere e, soprattutto, cosa si vuole diventare da grandi. Ed è forse proprio questo uno degli elementi che rende il libro capace di parlare anche agli adulti. L’indecisione di Gianmarco, infatti, non è soltanto quella di un tredicenne: diventa una condizione molto più universale, nella quale è facile riconoscersi a qualunque età.
A rendere ancora più piacevole l’incontro, il rapporto diretto tra il giovane autore e il pubblico, che ha seguito con attenzione e partecipazione il dialogo, accompagnando con numerosi sorrisi e risate il racconto delle situazioni più divertenti. “La difficoltà di prendere una decisione – ha spiegato Moniaci – nasce dalla paura di fare una scelta sbagliata che possa arrecare danno a sé stessi o agli altri e da lì la voglia di valutare tutte le possibili soluzioni per fare la scelta migliore”. “Essere sbadati e indecisi non è un difetto – ha detto ancora il giovane autore –è un modo più avventuroso di vivere. Procrastinare le proprie decisioni in realtà può aiutare a farci riflettere. Mo vediamo nasce proprio come una filosofia di vita per me perché l’unica certezza è che non ci sono certezze”.
Nata come un piccolo regalo per una festa e arrivata, quasi senza che Gianmarco lo avesse inizialmente previsto, sugli scaffali delle librerie. E forse, per un libro che ha fatto dell’indecisione la sua filosofia, non poteva esserci destino più coerente: partire senza sapere esattamente dove si sarebbe arrivati e ritrovarsi, alla fine, con un libro vero tra le mani. Perché, alla fine, davanti alle grandi e piccole scelte quotidiane, una risposta è sempre possibile. E alla domanda del giornalista Lamanna sul suo prossimo libro, la risposta di Gianmarco è nata spontanea: “Mo vediamo!”



