Luce sui Parchi chiude a Casignana, la Calabria riscopre il suo patrimonio: «La cultura è economia e rinascita»
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Tosca chiude la sei giorni nella Villa Romana. L’assessore regionale Giovanni Calabrese: «Non finisce un progetto, comincia un percorso». L’esperienza della Locride verso una possibile nuova edizione nel 2027
La Calabria non deve limitarsi a mostrare i propri gioielli: deve tornare a considerarli un capitale sul quale costruire il proprio futuro.
È il messaggio che lascia “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare”, la manifestazione che domenica 30 agosto ha concluso il suo viaggio nella Villa Romana di Casignana, dopo sei giornate trascorse tra alcuni dei luoghi archeologici più importanti della Locride, facendo dialogare storia, musica, teatro, paesaggio, produzioni identitarie e comunità.
A suggellare l’ultima serata è stata Tosca, protagonista del conversaconcerto Le feminae si fanno aspettare insieme a Tony Canto. Dal palco allestito nel cuore del sito archeologico, l’artista ha affidato al pubblico una riflessione che è diventata quasi la sintesi dell’intero progetto: custodire con orgoglio le espressioni più autentiche, artigianali e perfino minute di un territorio significa proteggere uno dei patrimoni più preziosi che una comunità possiede.
Un concetto che l’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese ha tradotto nella strategia avviata dalla Regione sotto la guida del presidente Roberto Occhiuto: fare in modo che il patrimonio archeologico calabrese non rimanga soltanto testimonianza di una civiltà antichissima, ma diventi una ragione contemporanea per scegliere, conoscere e vivere la Calabria.
«Oggi non si conclude un progetto, ma inizia un percorso» è stato infatti il messaggio affidato da Calabrese alla giornata finale.
La sperimentazione partita dalla Locride ha mostrato come sia possibile portare cittadini e visitatori dentro i siti archeologici attraverso linguaggi differenti, intrecciando conoscenza e spettacolo, cultura e produzioni locali. E soprattutto ha confermato l’esistenza di una domanda turistica che può andare oltre la sola dimensione balneare.
Da qui la volontà di guardare già al 2027, lavorando affinché il modello possa essere riproposto anche in altri grandi siti archeologici della Calabria.
Promosso dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria, nell’ambito di Calabria Straordinaria, il progetto è stato attuato dall’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, insieme alla Fondazione Calabria Film Commission, con la direzione artistica dell’Accademia Senocrito.
A Casignana, Tosca ha legato il proprio racconto artistico anche alla memoria di Otello Profazio, riportando nel presente una Calabria narrata attraverso la lingua, l’emigrazione, l’appartenenza e la cultura popolare.
Per il presidente della Fondazione Calabria Film Commission Anton Giulio Grande, l’intuizione del progetto è stata proprio quella di riportare al centro un primato spesso sottovalutato: quello di una Calabria tra le terre più antiche e culturalmente dense del Mediterraneo.
Portare gli artisti contemporanei nei luoghi delle antiche polis, delle agorà, dei teatri e delle ville romane significa così riallacciare un filo millenario. Nei luoghi in cui spettacolo e cultura erano già esperienza collettiva migliaia di anni fa, nuovi linguaggi tornano oggi a produrre partecipazione.
Non una Calabria alternativa al mare o all’enogastronomia, dunque, ma una destinazione più completa, capace di affiancare alla propria bellezza naturale la profondità della sua storia.
Prima dello spettacolo conclusivo, la Villa Romana di Casignana ha ospitato anche il talk dedicato al rapporto tra il sito, la storia e i miti, condotto da Domenico Gareri. Un ultimo capitolo del metodo utilizzato durante l’intera manifestazione: accompagnare il pubblico alla scoperta dei luoghi attraverso la conoscenza, prima ancora che attraverso lo spettacolo.
Il mare è stato il grande filo conduttore del progetto, punto di partenza attraverso il quale leggere reperti, architetture, paesaggio e millenarie relazioni mediterranee. Alla giornata conclusiva ha preso parte, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio comunale di Casignana Franco Crinò.
A preparare idealmente il terreno alla chiusura era stata, nelle giornate precedenti, Carmen Consoli. Dopo il monologo di Francesca Ritrovato, la Cantantessa aveva portato all’Arena Epizefiri di Locri lo spettacolo Tra Mito e Follia, consegnando alla manifestazione una delle sue immagini più efficaci: «Si può vivere di pane e Divina Commedia».
Una formula capace di riassumere il principio alla base dell’intera iniziativa: sostenibilità e cultura non sono soltanto strumenti di bellezza, ma possono diventare anche risorse economiche e opportunità di sviluppo.
Lo stesso dialogo tra arte e luoghi aveva trovato un’altra delle sue espressioni più intense nel Teatro greco-romano di Portigliola, nel Parco archeologico di Locri Epizefiri, dove sabato Sebastiano Somma aveva portato Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, accompagnato al violoncello dal maestro Liberato Santarpino e da Federica Sottile, con una scultura del maestro Angelo Accardi.
Per Somma, proprio la possibilità di portare la parola dentro luoghi così ricchi di storia rappresenta uno dei valori aggiunti dell’iniziativa: un’esperienza destinata a rimanere nella memoria degli artisti e capace, attraverso di loro, di far conoscere quei siti anche oltre i confini regionali.
Il viaggio di Luce sui Parchi era iniziato il 24 agosto a Locri Epizefiri, con il primo confronto dedicato ad archeologia, Mediterraneo e produzioni identitarie e con la grande partecipazione registrata all’Arena per Alessandro Siani.
Il 26 agosto era stata la volta di Loredana Bertè, mentre il giorno successivo l’Antica Kaulon di Monasterace aveva incontrato la musica identitaria di Fabio Macagnino e Movimento Terra, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio Cilea di Reggio Calabria. Poi Carmen Consoli, Sebastiano Somma e infine Tosca.
Sei giornate e linguaggi artistici profondamente diversi tra loro per dimostrare che i siti archeologici possono parlare a pubblici differenti senza perdere la propria identità.
Per il direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali Raffaele Greco, il risultato conferma inoltre il ruolo che i Parchi Marini stanno assumendo nella costruzione di un’offerta turistica regionale integrata.
In questa prospettiva, il mare non rappresenta il confine geografico del progetto, ma il punto dal quale iniziare a raccontare tutto ciò che gli sta intorno: archeologia, borghi, natura, produzioni locali, sentieri, cultura e comunità.
È la stessa impostazione che l’Ente porta avanti attraverso Mare Dentro e nel percorso della Carta Europea per il Turismo Sostenibile, con l’obiettivo di trasformare la tutela delle aree in conoscenza e fruizione qualificata.
Ad accompagnare ogni tappa sono state anche le esperienze del gusto curate dal GAL Terre Locridee, presieduto da Francesco Macrì. Accanto alle visite guidate e immersive nei parchi archeologici, ai talk, alle presentazioni e agli spettacoli, i produttori locali hanno raccontato un’altra geografia del territorio: quella agricola e alimentare, capace di collegare la costa all’entroterra e il paesaggio alla memoria delle comunità.
A dare unità all’intero cartellone è stata infine l’Accademia Senocrito, con la direzione artistica di Saverio Varacalli, espressione della stessa Locride che la manifestazione ha voluto raccontare.
Una scelta sottolineata anche dall’assessore Calabrese: affidare il disegno artistico di un progetto regionale a competenze profondamente radicate nel territorio ha consentito di tenere insieme qualità della proposta e conoscenza autentica dei luoghi.
Ed è forse proprio qui che si trova l’eredità più importante di Luce sui Parchi: nell’idea che la Calabria non debba scegliere tra mare, cultura, archeologia, paesaggio ed enogastronomia.
Può raccontarli insieme.
E trasformare ciò che per secoli ha custodito in una delle ragioni per cui essere scelta oggi.