Azzurra torna al mare: dopo mesi di cure, la giovane Caretta caretta è stata restituita alla libertà foto
Era stata recuperata dalla Guardia Costiera di Soverato e affidata alle cure del Servizio veterinario Area C dell’Asp
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È tornata nel suo mare, finalmente libera. Azzurra, la giovane tartaruga marina della specie Caretta caretta recuperata lo scorso 20 giugno durante un’immersione al largo di Montepaone, è stata restituita alla libertà sul lungomare di Montepaone Lido, al termine di un lungo e delicato percorso di cure e riabilitazione.

La sua storia era iniziata nel peggiore dei modi. L’esemplare era rimasto impigliato in un filo di nylon che fuoriusciva dalla ranfoteca ed era legato alla natatoia anteriore. Aveva inoltre un amo conficcato nell’apparato boccale e una pinna gravemente lesionata e necrotica. Una condizione che le aveva impedito per lungo tempo di nuotare, respirare e alimentarsi correttamente.
Azzurra era stata recuperata dalla Guardia Costiera di Soverato e affidata alle cure del Servizio veterinario Area C dell’Asp, per poi essere trasferita al Centro Recupero Tartarughe e altri animali marini di Montepaone, unico centro ad autofinanziarsi non ricevendo contributi pubblici. Le sue condizioni erano apparse particolarmente complesse: gli accertamenti avevano evidenziato anche una sindrome da annegamento provocata dall’impedimento al nuoto e una grave infezione. Per estrarre l’amo era stato necessario un intervento chirurgico urgente.
Poi, giorno dopo giorno, la svolta. Dopo le terapie e un percorso di assistenza costante, la tartaruga ha ricominciato ad alimentarsi e a nuotare normalmente, recuperando anche il peso. È stata curata dalla dottoressa Stefania Giglio, medico veterinario del CRTAM di Montepaone, e monitorata dal personale sanitario del centro fino al momento della liberazione.
E così quella che sembrava una storia destinata a concludersi tra le mura di un centro di recupero ha avuto il finale più bello: il ritorno in mare.
La liberazione di Azzurra rappresenta il risultato di una vera e propria staffetta del soccorso, che ha coinvolto la Guardia Costiera di Soverato, i veterinari del Servizio Veterinario Area C di Catanzaro-Soverato, il Centro Recupero M.A.R.E. Calabria di Montepaone, la Rete Regionale Spiaggiamento e il Nucleo Carabinieri CITES.
Una storia a lieto fine che, però, racconta anche quanto sia fragile la vita degli animali marini e quanto possa essere pericoloso l’abbandono in mare di ami e fili da pesca. Nel documento dell’associazione M.A.R.E. Calabria viene evidenziato che, in pochi mesi, sono state circa 35 le tartarughe arrivate al centro di Montepaone e che circa il 90 per cento dei casi ha richiesto un intervento chirurgico per la presenza di ami e/o fili.
Per Azzurra, però, oggi è tempo di nuotare di nuovo libera. Il mare che l’aveva messa a dura prova è tornato ad essere la sua casa.

