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Catanzaro, l’allarme: “Centinaia di stranieri senza medico, terapie e cure interrotte”

Il Forum chiede interventi urgenti: "Terapie interrotte e impossibile prenotare visite ed esami"

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    “Centinaia di persone, tra cui minori e soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità, si trovano prive di un riferimento medico dedicato ai codici STP/ENI”. È l’allarme lanciato dal Forum del Terzo Settore di Catanzaro Soverato che denuncia l’interruzione del servizio sanitario rivolto ai cittadini stranieri titolari di codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) ed ENI (Europeo Non Iscritto) nel territorio di competenza dell’Asp di Catanzaro.

    Una situazione che, secondo il Forum, starebbe assumendo dimensioni preoccupanti. “Gli utenti non riescono più ad accedere alla medicina di base, né a rinnovare terapie farmacologiche in corso, con il concreto rischio di aggravamento di patologie già diagnosticate”, si legge nella nota firmata dal portavoce Rosario Bressi.

    Le segnalazioni sarebbero arrivate nelle ultime settimane da diversi enti e organizzazioni aderenti al Forum che operano sul territorio a fianco delle fasce più vulnerabili.

    “Numerosi percorsi di cura già avviati risultano interrotti, senza alcuna possibilità di prosecuzione – denuncia ancora il Forum – e si registra una totale impossibilità di prenotazione di visite specialistiche ed esami diagnostici presso la rete di secondo livello”.

    Una condizione che starebbe producendo conseguenze anche sulle strutture di emergenza. Secondo le organizzazioni del Terzo Settore, infatti, “l’impossibilità di ricorrere alla medicina di base sta determinando un progressivo riversamento degli utenti sulle strutture di Pronto Soccorso, già sottoposte a notevole pressione”.

    Da qui la richiesta rivolta direttamente all’Asp di Catanzaro: “L’immediata individuazione di un professionista sanitario che garantisca la continuità del servizio dedicato ai codici STP/ENI, senza ulteriori rinvii”.

    Il Forum chiama in causa anche la Regione Calabria, chiedendo “un impegno esplicito volto a strutturare il servizio in maniera stabile e non più dipendente dalla disponibilità di un singolo professionista”, con adeguati meccanismi di sostituzione e turnover.

    Ad Azienda Zero viene invece richiesta “un’azione di coordinamento e monitoraggio che garantisca l’uniformità del servizio su tutto il territorio regionale”, mentre a tutte le istituzioni coinvolte viene proposta l’apertura di un tavolo permanente con le organizzazioni del Terzo Settore.

    Il Forum richiama anche l’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute e avverte sui rischi legati a un ulteriore protrarsi della situazione.

    “Il protrarsi di tale disservizio rischia di trasformare una criticità gestionale in una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, con conseguenze che ricadrebbero non solo sui diretti interessati, ma sull’intero sistema sanitario territoriale”, conclude Bressi, auspicando “una risposta tempestiva e concreta” da parte delle istituzioni.

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