Catanzaro, esordio senza gloria. Rimontato meritatamente dal Vicenza. La puntata di Studio giallorosso postpartita fotogallery

Due volte in vantaggio con D'Alessandro e Verrengia le Aquile si fanno raggiungere e superare dalla neopromossa veneta

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    VICENZA-CATANZARO 3-2

    VICENZA (3-5-2): Gagno; Cuomo, Leverbe, Marchizza; Caferri (17’st Pietrelli), Valoti, Carraro (17’st Zonta), Pellizzari, Costa (31’st Corazza); Alessio (26’st Rauti), Moncini (31’st Morra). All. Gallo 7
    CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Ruggero, Antonini, Verrengia; Candela, Mosti (37’st Giovane), Petriccione, D’Alessandro (13’st Dorval); Alesi (37’st Di Francesco), Iemmello (28’st Tchaouna); Koffi (37’st Arditi). All. Gorgone
    MARCATORI: 17’pt D’Alessandro, 39’pt Cuomo; 6’st Verrengia, 35’st Pietrelli, 44’st Morra
    AMMONITI: Iemmello, Petriccione, Ruggero (C); Alessio, Costa (V)
    ARBITRO: Lapenna di Roma1. Assistenti: Costanzo – Monaco. Quarto Ufficiale: Baroni. VAR/AVAR: Paganessi.
    Note: spettatori 10.960 di cui 377 ospiti. Angoli 7-6. Recupero: 2′ – 6′

    Due volte avanti, due volte ripreso ed infine sorpassato. Si è rivelato un amaro tira e molla la gara d’esordio del Catanzaro a Vicenza con cinque reti complessive, mille duelli in mezzo al campo, e per gli uomini di Gorgone un nulla in mano alla fine. Una prova non brillantissima quella delle aquile, differente nel tenore da quella di coppa della settimana passata. Si sarebbe potuto e dovuto gestire meglio il vantaggio di D’Alessandro nel primo tempo o quello ritrovato con Verrengia nel secondo; Cuomo e Petrelli hanno invece annullato tutto lasciando sul filo dell’equilibrio la gara sino al novantesimo quando Morra con una staffilata ha punito e regalato ai veneti l’intera posta. Male la prima insomma sul piano del risultato e conto da rivedere anche su quello della prestazione in attesa che la fase di assemblamento termini e che si possa lavorare con più tranquillità a ranghi completi e senza voci attorno.

    CRONACA – Niente sorprese nell’undici giallorosso di partenza con Gorgone che opta per Koffi vertice alto accoppiando Iemmello ad Alesi sulla trequarti, per il resto nessun cambiamento rispetto alla formazione di coppa a parte l’assenza di Pafundi risolta dallo spostamento in arretrata del capitano. Due invece le novità biancorosse dall’altra parte: Gallo sceglie Marchizza al posto di Sandon in difesa e lancia Valoti in mezzo anziché Zonta, davanti Alessio un passo dietro Moncini. Nemmeno panchina per l’ex di turno Brighenti che prima del via ha abbracciato uno ad uno i suoi vecchi compagni; coreografia sugli spalti vicentini (10960 gli spettatori) per festeggiare il ritorno in B dopo quattro anni, nel settore ospiti del ‘Menti’ invece circa quattrocento i tifosi delle aquile entrati più o meno al venticinquesimo di gara.

    Primo tempo – Non troppo brillanti le prime battute inaugurate da una conclusione telefonata di Iemmello a Gagno ed allungate da un paio di contropiedi dei padroni di casa arginati quasi sempre puntualmente dalla retroguardia ospite. Al diciassettesimo il lampo che spacca gli equilibri: D’Alessandro lascia sul posto Caferri e si accentra da sinistra, inquadra la porta con lestezza e con il mancino batte Gagno per l’uno a zero. Il Vicenza prova rispondere con rapidi capovolgimenti ma non è preciso: al ventesimo Caferri tenta di controbalzo su una palla in uscita dall’area ma la sua conclusione manca di mira e si spegne alta sopra la traversa. I biancorossi con il passare dei minuti prendono piede e sulle fasce, con le palle alte, provano a far male: prima un cross di Leverbe trova Moncini nell’area piccola ma la zuccata dell’attaccante è facile preda di Pigliacelli, al trentanovesimo, su corner di Costa, invece Cuomo esce bene dal blocco di Antonini e di testa riesce a pungere per il pareggio. Le aquile vanno un po’ in apnea nel finale: dalla destra Caferri taglia per Valoti che in rovesciata tenta senza successo il sorpasso.

    Secondo tempo – L’intervallo pare aver rigenerato le aquile che in campo rientrano più decise nella prima pressione e più precise nelle trame: al cinquantesimo Koffi difende bene un pallone, Iemmello va a rimorchio per Mosti che tira e costringe Gagno alla deviazione in corner; dalla bandierina Antonini è bravo a fare sponda per Verrengia in mezzo: il difensore brucia Costa nell’intervento ed infila l’uno a due proprio sotto la curva ospiti. Tutto qui però, un fuoco fatuo. La reazione dei veneti è rabbiosa all’ora di gioco e le aquile sono messe alle corde in area: Pellizzari incoccia il palo, Moncini sgomita e qualche grattacapo lo crea, da qui l’idea di Gorgone di cambiare qualcosa sostituendo sulla fascia D’Alessandro con Dorval.

    E’ Pigliacelli a metterci una grossa pezza al sessantaquattresimo su una nuova conclusione di Pellizzari successiva alla rovesciata di Alessio in area; il Catanzaro continua a soffrire, il Vicenza invece preme: Valoti di testa mette ulteriore apprensione alla difesa, Gorgone corre ulteriormente ai ripari levando a sorpresa Iemmello per far legna in mezzo con Tchaouna. Il copione non cambia granché e sono gli uomini di Gallo a farsi preferire trovando il pari meritato all’ottantesimo, su corner, con Pietrelli. Le ultime mosse gialorosse – forse tardive – sono Di Francesco, Arditi e Giovane al posto di Alesi, Mosti e Koffi: poco Catanzaro sui titoli di coda, Vicenza con il fuoco in corpo al contrario ed al novantesimo ecco il tris di Morra che di rasoterra fulmina Pigliacelli e fa calare il sipario.

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